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Domande Generali

Benvenuti nella sezione domande Generali. Qui è possibile trovare le risposte ad alcune delle più comuni domande inerenti la preparazione  della soletta o sullo sci in generale.

Cos'è un' impronta o struttura?

Consiste nel rettificare la soletta dello sci allo scopo di crearne la planarità e quindi lavorarla ulteriormente per creare delle micro-incisioni. In relazione alla profondità ed al tipo di disegno utilizzato queste incisioni permettono di creare o rimuovere quel microfilm d'acqua/aria di interfaccia tra neve e sci che è alla base della scorrevolezza.

Quali sono i vantaggi della microrigatura?

Innanzitutto ripristinare la planarità e rimuovere gran parte delle parti ossidate della soletta e piccoli segni lasciati da sassi ecc. Con la soletta piatta e a posto migliora anche la "guidabilità" dello sci. Ma la funzione più importante è quella, abbinando la giusta impronta ad un determinato tipo di neve, di aumentare notevolmente la scorrevolezza e le prestazioni dell'attrezzo. 

Quante volte posso ri-improntare uno sci?

Dipende dalle condizioni dello sci e dal tipo di impronta che bisogna rimuovere prima di rifarla. Per esempio un' impronta da neve bagnata è decisamente più profonda di una per neve fredda, quindi per rimuoverla è necessario togliere più materiale. Stesso discorso per uno sci molto rovinato. E questo non lascia molta soletta a disposizione per lavorazioni future..
La profondità di un' impronta è generalmente compresa tra 0.01 e 0.06 mm mentre lo spessore della soletta è di 2mm quindi in linea teorica sarebbe possibile lavorarla anche 20/30 volte.. In realtà l'operazione di ripristino della planarità rimuove parecchio materiale e generalmente su uno sci con una struttura media è possibile rifarlo tra le 10/15 volte.

Qual'è il processo di lavorazione di un'impronta?

Il processo di lavorazione a pietra dello sci è composto da più passaggi ognuno dei quali può determinarne la scorrevolezza e pertanto devono essere eseguiti tutti con la massima attenzione. Anche la scelta e l'uso dei materiali e degli utensili adatti allo scopo ricopre molta importanza. Eventuali danni gravi alla soletta come tagli profondi o spigoli rovinati vengono ripristinati, se possibile, ad inizio lavorazione.
I passaggi basilari sono:
SPIANATURA - In questa fase viene rimossa la vecchia impronta, eliminati eventuali graffi sulla soletta e ripristinata la planarità. Vengono rimossi anche possibili ossidazioni o scottature, se non troppo profonde...
LUCIDATURA - La soletta viene ulteriormente lavorata per dare una finitura molto più fine, in modo da prepararla alla successiva improntatura.
IMPRONTATURA - La mola viene incisa con l'impronta desiderata e quindi lo sci viene passato in macchina per un ultimo singolo passaggio. A questo punto lo sci è quasi pronto.. La soletta viene poi pulita per la rimozione dei residui di lavorazione e infine viene applicata una base di paraffina per la protezione contro eventuali urti, sporcizia ecc.

Come lavora una macchina CNC per microrigatura?

La nuova microrigatrice Svecom World Cup Evo (www.svecomski.comè una macchina di ricerca scientifica studiata per realizzare qualsiasi impronta. Il sistema operativo digitale integrato a bordo macchina consente di lavorare con precisione millesimale ottenendo in tempo reale il calcolo dei dati dell’impronta e la visualizzazione grafica del disegno che comparirà sulla soletta. Alcune caratteristiche uniche come il Multidiamond®, che consente di utilizzare il diamante montato in macchina come se fosse più grande, o il Variodeep® che permette di variare la profondità d’incisione del diamante in fase di rigatura della mola, fanno di questa macchina il riferimento nel settore.
In pratica per mezzo del sistema operativo della macchina si programmano i vari parametri quali velocità della mola, velocità di avanzamento dello sci, velocità del diamante, profondità del diamante, pressione sullo sci. I vari programmi possono essere eseguiti singolarmente (impronta classica), in sequenza (multiprofilo) o affiancati (lo sci può essere diviso fino a 5 settori paralleli in ognuno dei quali è possibile riprodurre un disegno diverso). I dati vengono memorizzati e quindi richiamati ogni qualvolta si deve produrre quel determinato profilo. La ripetibilità dell'incisione è garantita dal controllo digitale che calcola in tempo reale tutti i dati.

Quanti tipi di impronte si possono fare?

Le possibilità sono praticamente illimitate, dipende solo dalla fantasia e dalla capacità dell'operatore...

Quali sono i parametri base di uno sci?

I parametri principali da prendere in considerazione sono lunghezza, tipo di costruzione, tipo di soletta, durezza.

Come scegliere uno sci?

Innanzitutto deve essere ben chiaro quello che ci serve e che stiamo cercando.. Data per scontato la lunghezza e la marca (che dipendono anche da preferenze personali) bisogna innanzitutto valutare su che tipo di neve si utilizzerà lo sci (fredda, intermedia, "calda") e di conseguenza anche le costruzioni e le solette devrebbero essere appropriate. Nello skating come nel classico la durezza (o carico di appiattimento) è probabilmente il parametro più importante ed è direttamente collegato al peso dell'atleta. Generalmente uno sci morbido è più adatto ad una neve fredda mentre quello rigido si adatta meglio alle piste con fondo duro, ghiacciato, anche se ovviamente le caratteristiche, il livello e le preferenze di ognuno sono diverse. La durezza è particolarmente importante nello sci da classico perchè, sempre in base al peso dell'atleta, determinerà la lunghezza del ponte e quindi della zona di sciolinatura. In uno sci troppo morbido la sciolina sarà praticamente sempre a contatto con la neve, quindi avremo un effetto "frenante" con il rischio tra l'altro, di avere un'abrasione tale da farci restare "a secco" di sciolina. Viceversa con uno sci troppo duro non sarà possibile portare a contatto la sciolina con la neve e non ci sarà tenuta. Se con uno sci da skating bene o male si riesce a sciare, con lo sci da classico "sbagliato" la cosa diventa abbastanza difficile...

Quali sono i fattori che determinano la scorrevolezza?

Spesso si parla di contenuto d’acqua nella neve; questo non è esatto perché la neve, in quanto tale, ha una temperatura inferiore a quella di congelamento. Solo la neve fondente, con temperatura di qualche decimo di grado superiore allo zero contiene acqua. Lo sci, scorrendo sulla neve, ne scioglie una piccola parte della stessa per attrito e compressione, formando un sottilissimo strato d’acqua tra neve e sci. Lo scorrimento può essere di due tipi: quando tra neve e sci per effetto di attrito e pressione si forma una pellicola d'acqua si ha lo scorrimento lubrificato, mentre quando lo strato d'acqua non è presente si avrà scorrimento a secco. Se la pellicola è consistente (neve bagnata) le goccioline d’acqua che costituiscono questo strato, a contatto con la superficie della soletta dello sci si espandono e non aiutano molto a ridurre l’attrito neve-sci anzi, a volte, provocano un effetto ventosa. L’ideale sarebbe di fare assumere a queste goccioline una forma sferica (alta tensione superficiale) in tal caso si ridurrebbe la superficie di contatto con conseguente minor attrito con la neve e pertanto maggior velocità dello sci (che è anche il principio che ha portato allo sviluppo della famosa cera F). Lo scorrimento a secco invece si ha quando le temperature sono talmente basse che l'attrito e la compressione non riescono a formare il film lubrificante. In questo caso lo sci scorre a contatto diretto con le punte delle asperità della neve con conseguente aumento dell'attrito a scapito della velocità. Lo scopo della microrigatura della soletta è proprio quello di "cercare" di formare questo strato lubrificante ideale, riducendolo o incrementandolo a seconda dei casi e assume quindi una importante rilevanza agli effetti dello scorrimento.

Qual'è la giusta lunghezza del ponte nello sci da classico?

La lunghezza del ponte nello sci da classico è molto importante perché determina la tenuta ottimale ed è un parametro strettamente personalizzato sull'atleta in quanto è direttamente legato al suo peso. La deformazione dello sci che permette la tenuta infatti, avviene quando si carica l'attrezzo con il peso del corpo. Il ponte si determina con l'ausilio del dinamometro applicando un carico pari a metà del peso-atleta e facendo scorrere uno spessimetro il più sottile possibile tra sci e piano di appoggio ricavandone il ponte totale. Per la zona dove applicare la sciolina di tenuta generalmente si usa uno spessimetro di 0.2mm per lo sci da stick e da 0.4mm per lo sci da klister.

Quanto è importante la soletta?

La soletta è quella parte dello sci che va direttamente a contatto con la neve, quindi una soletta di buona qualità è molto importante. Alcune aziende propongono solette diverse per i vari tipi di neve, altre ne usano una soltanto. Seppure i produttori di solette non siano molti, ci sono differenze sostanziali tra marca e marca dovute principalmente alla durezza ed alla densità (peso molecolare). Anche in questo caso riveste molta importanza una corretta lavorazione e un buon taglio e quindi l'uso appropriato di mole e utensili diamantati.

Come vanno montati gli attacchi?

Il mercato degli attachi in questi ultimi anni si è praticamente ridotto a sole due aziende, Rottefella e Salomon. Da quando Rottefella ha introdotto il sistema NIS, il montaggio dell'attacco si è notevolmente semplificato; infatti va semplicemente infilato su una piastra incollata allo sci. Salomon invece è rimasta al sistema tradizionale e l'attacco va fissato allo sci per mezzo di viti, pertanto lo sci va preventivamente forato. Anche se questa è un' operazione che con un poco di pratica può essere eseguita anche manualmente è sempre preferibile usare le apposite sagome che guidano la punta del trapano in modo sicuro e preciso. La regola base è semplice: una volta fissato l'attacco e
posizionando lo sci in bilancia perpendicolarmente al gancio di fissaggio con la scarpa, nello sci da tecnica classica la punta deve scendere, mentre nello skating deve salire leggermente o al limite rimanere in bilanciamento.

I solventi sono dannosi per la soletta?

Il solvente viene usato principalmente per rimuovere dalla soletta la sciolina di tenuta e la paraffina di scorrimento e in commercio ci sono diversi tipi di solvente, ognuno dedicato ad un uso specifico. Quello per la sciolina di tenuta è per ovvi motivi generalmente più aggressivo rispetto a quello per la paraffina, mentre per la rimozione della cera esiste un solvente dedicato. Tutte le aziende produttrici di scioline/paraffine hanno a catalogo anche i solventi che ormai hanno raggiunto un ottimo livello di compatibilità con le solette, sono ovviamente formulate in modo diverso tra loro e la scelta dipende dall'esperienza e preferenza di ognuno.
In ogni caso sono assolutamente da evitare i solventi nitro che si vendono in ferramenta e che sono usati per diluire le vernici al solvente, molto aggressivi anche con le materie plastiche e quindi con le solette.

Come avere cura dei propri sci nella stagione estiva?

Finita la stagione invernale si ha la tendenza ad "abbandonare" gli sci così come sono, magari con ancora la sciolina klister dell'ultima sciata da togliere... Una buona pulizia è invece necessaria, non solo sul lato soletta ma su tutto lo sci in generale. A soletta pulita ed asciutta si applica una paraffina di protezione, su tutto lo sci per lo skating e nella sola zona di scorrimento nello sci da classico. La zona del ponte dove si applica la sciolina di tenuta non necessita di questa operazione sopratutto per evitare che la paraffina impedisca alla sciolina di "agganciarsi" alla soletta. La paraffinatura contrariamente a quanto si pensa, non serve tanto ad "ingrassare" la soletta (l'assorbimento effetto "spugna" come ce lo immaginiamo è veramente minimo, quasi inesistente, essendo il polietilene privo di porosità) ma bensì a ripararla da urti, graffi e sopratutto per rallentare l'ossidazione del polietilene che comunque con lo scorrere del tempo è inevitabile. Altro accorgimento contro l'ossidazione è di riparare le solette dalla luce solare, quindi riporli in una sacca (cosi si evita anche l'accumulo di polvere), magari in un luogo poco soleggiato. Durante l'estate non sarebbe male ogni tanto ripassare la paraffina con il ferro, solamente scioglierla e poi lasciarla raffreddare. Anche se l'assorbimento del prodotto nella soletta è minimo, nella stessa ci può però essere diffusione (che è un processo diverso dall'assorbimento). Questa avviene solo con l'azione del calore, quindi ogni qualvolta si paraffinano gli sci.

Dopo una microrigatura quante volte devo paraffinare gli sci prima di usarli?

Le prime macchine per la microrigatura erano molto diverse dalle attuali, completamente manuali consentivano solo le operazioni basilari sul movimento dell'utensile diamantato, trascinatore e velocità mola. Anche quest'ultime erano molto diverse, di qualità molto più scadente e in aggiunta anche gli operatori erano alle prime esperienze..  Questo implicava un taglio della soletta molto grossolano che, in combinazione con una scarsa lubrificazione della mola, causava una specie di peluria dovuta proprio allo "strappo" invece che al taglio.. Per ovviare al problema era norma comune paraffinare lo sci almeno 8-10 volte prima di usarlo per cercare di rimuovere la peluria con l'uso combinato di paraffina, spatola e spazzola. E comunque il più delle volte ci volevano ancora settimane d'uso prima che lo sci inizi ad essere performante... In pratica si eliminava quasi completamente il lavoro appena fatto.. Con le nuove macchine, mole ed anche con l'esperienza acquisita dall'operatore, si può sicuramente dire che le lavorazioni attuali non necessitano più di questo trattamento. Tant'è che anche in competizioni a livello mondiale quali campionati del mondo o olimpiadi gli sci degli atleti vengono lavorati il giorno/sera prima della gara.

I rigatori a mano possono essere un'alternativa alla microrigatura?

Sono due cose piuttosto differenti.. La lavorazione a macchina incide in modo definitivo la soletta, ne ripristina la planarità e rimuove le parti ossidate. La rigatura a mano oltre ad essere solo superficiale ( è ottenuta per effetto della pressione esecitata, non per taglio, quindi la profondità è anche difficilmente riproducibile) con il passare del tempo tende a "rialzarsi" e scomparire. Tuttavia in certe condizioni di bagnato le rigature lineari possono aumentare le performance dello sci, sopratutto se la struttura presente sullo sci è medio-fine. Attenzione però; su certi tipi di struttura la rigatura manuale può essere addirittura controproducente! Infatti in presenza di forme e disegni particolari di un' impronta una rigatura manuale può "rompere" il flusso ed influenzare notevolmente la fluidodinamica. Pertanto, per evitare spiacevoli sorprese, una rigatura manuale sovrapposta ad un'impronta a macchina va sempre prima testata su uno sci sul quale è presente l'impronta in questione..

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